Il Blog di MARIO ONESTI

Il Blog di MARIO ONESTI L'Impegno e la Coerenza di una Vita

Maccarunera


Una “Medaglia d’Onore” a Giuseppe TAGLIANETTI “Deportato di Guerra”

Al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO  DEI  MINISTRI – Comitato per la concessione di una medaglia d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti (art.1,comma 1271-1276,legge n°296 del 2006). Via della Mercede,9 – 00187 ROMA.


Ogni anno il 2 Giugno per la Festa della Repubblica Italiana i protagonisti sono loro: i nuovi “cavalieri” e “commendatori”. Tra i premiati il campagnese VITO MAGLIO

In provincia di Salerno sono stati conferiti 43 diplomi di onorificenza al merito a cittadini che si sono particolarmente distinti, con la loro attività, in diversi settori della società. Tra di loro il campagnese Vito Maglio, da tutti comunemente chiamato “il falco”. Il Cav. Maglio si arruolò, circa 40 anni fa, nel corpo delle guardie di pubblica sicurezza e fu subito assegnato alla scuola allievi guardie di P.S. con sede in Trieste. Fu prima trasferito al primo Reparto Celere di Roma dove fu assegnato al gruppo squadre volanti. Ha frequentato un corso di specializzazione antisabotaggio ad Abbasanta (Oristano) e quello di polizia giudiziaria presso la scuola Polgai di Brescia, passando così alla squadra investigativa. Solo nel 1983 arriva alla Questura di Salerno, assegnato ai servizi investigativi della squadra mobile, dove conseguì la patente di guida per moto e fu assegnato alla squadra “falchi”, con attività antiscippo e narcotici. Nel 1995 fu assegnato alla sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile e nel 2002 fu trasferito presso il commissariato della Polizia di Stato di Battipaglia, dove fu assegnato alla polizia giudiziaria sezione anticrimine. Nelle diverse sedi in cui ha prestato servizio ha sempre riscosso stima e plauso dai superiori e dai colleghi; ne sono testimonianza gli elogi e le parole di lode ricevute dal Capo della Polizia e dal Questore di Salerno, ricevendo anche premi in denaro come ricompense di operazioni di polizia giudiziaria. Nel 1997 ha ricevuto un attestato di gratitudine dal vescovo Monsignor Gioacchino Illiano della Diocesi di Nocera e Sarno. Nel 2007 gli veniva conferita la medaglia d’oro al merito di servizio e solo il 1° aprile 2008 ha cessato il servizio attivo per il pensionamento. Da qualche mese collabora attivamente con la sezione A.N.P.S. di Campagna, presiedendo il gruppo motociclisti denominato “centauri”. All’amico Vito giungano felicitazioni vivissime per l’alta onorificenza ricevuta dal Presidente della Repubblica e congratulazioni e auguri alla moglie Gabriella, ai figli Maria Grazia e Demetrio da parte di Carmine Granito, addetto stampa della sezione A.N.P.S. di Salerno e portavoce del comitato “Giovanni Palatucci” di Campagna, presieduto da Michele Aiello. A ciò si unisce dal suo Blog il giornalista e scrittore Mario Onesti.

   Salerno ha festeggiato i 69 anni dal­la proclamazione della Repub­blica in una piazza Amendola colorata da stemmi e bandiere appartenenti alle forze dell’or­dine e militari della provincia di Salerno, accompagnate dall’immancabile tricolore. In un soleggiato martedì, sulle note dell’inno di Mameli e del Nabucco di Verdi riproposte dall’orchestra del liceo Alfano I di Salerno, sono state le isti­tuzioni salernitane ad alter­narsi sul palco, per i consueti saluti e per consegnare le oltre quaranta onorificenze al meri­to. Su quello stesso palco, do­ve poche ore prima il neo elet­to presidente della Regione Campania, Vincenzo De Lu­ca, salutava i suoi amici ed elettori, sono stati il vice pre­fetto vicario di Salerno, Gio­vanni Cirillo, il presidente del­la Provincia, Giuseppe Canfo­ra e il sindaco Vincenzo Napo­li – quest’oggi con la fascia tri­colore indosso – a fare gli ono­ri di casa e ricordare l’importanza di questa giornata stori­ca. Approfittando della solen­ne manifestazione, il sindaco Napoli non ha mancato di rin­novare gli auguri a De Luca, mentre più canonico l’inter­vento di Canfora che ha ricor­dato il sacrificio di quanti si batterono per l’Unità e, in se­guito, per la liberazione dalla dittatura nazi-fascista. E’ toc­cato poi al vice prefetto Cirillo dare il via al momento fatidico della mattinata, con il rito dell’alzabandiera seguito poi dalle premiazioni. Sono stati 43 i nuovi Cavalieri della Re­pubblica invitati a salire sul palco per ricevere l’onorificen­za. Quattro invece le medaglie d’onore concesse alla memoria a valenti personaggi, che in vita si sono distinti per partico­lari atti di coraggio, durante la Seconda Guerra Mondiale o in altre occasioni. Una infine la decorazione con la meda­glia d’oro, per atti di valore al militare Daniele Marra, ferito nel 2006 durante l’attentato ad Herat, in Afghanistan. La cerimonia si è conclusa con. l’acrobatica calata dei vigili del fuoco del comando provin­ciale di Salerno, che hanno di­steso un grande tricolore dal tetto del palazzo della Prefet­tura. Grandi applausi per l’at­terraggio dei tre vigili, a con­clusione di una mattinata già intensa d’ emozioni.

   Ecco la Lista delle Quarantatré onorificenze ai salernitani: “Cavaliere della Repubblica”: Angelo De Cesare, Damiano Lanzalotti, Nunzio Santo Marchese, Francesco Enrico Raciti, Salvatore Giordano, Gennaro Piccirillo, Vito Maglio, Giuseppe Salzano, Massimo Di Franco, Antonio Costa, Lucio Giannattasio, Giovanni Guerra, Pasquale Salviati, Francesco Saverio Della Bella, Giuseppe Riitano, Carlo De Riso, Michele Avagnale, Salvatore Battipaglia, Alessandro Buscema, Salvatore Imparato, Isidoro Serio, Giuseppe Capriglione, Luigi Gioia, Luca Romeo, Vincenzo Vuolo, Francesco Di Mauro,Vincenzo Pagano, Biagio Peluso, Eugenio Rocchetto, Massimo Avallone, Antonio Bove, Vincenzo Ferrara, Tommaso Gaudieri, Sergio Raimo, Umberto Vitolo, Michele Conte e Antonio Pellegrino. “Commendatore della Repubblica”: Ugo Picarelli e Salvatore Sica, mentre diventa “Grande Ufficiale” Raffaele Aiello. Diploma di “Ufficiale della Repubblica” a Giorgio Selvaggi, a Francesco Botte e a Ciro Turco.

Servizio a cura di Mario Onesti (IL SAGGIO – Anno XX, N. 232 – Luglio 2015, Pag. 15)

 

 

 

 




Programma ESTATE CAMPAGNESE

Autore: MARIO ONESTI | Scritto in: Argomenti vari, Internet, Primo piano, Società Mercoledì Lug 15,2015

 


Campagna – CHIENE 2015

Autore: MARIO ONESTI | Scritto in: Argomenti vari, Internet, Primo piano, Società Mercoledì Lug 15,2015

Cartolina trentennale della Chiena – Campagna (1985–2015)

   CHIENA 30° intende storicizzare il trentennale della Chiena a Campagna attraverso tutti coloro che hanno percorso e vissuto questo evento. Potete postare in questa pagina tutto ciò che ritenete opportuno e appropriato per formare una banca dati da trasferire in un catalogo cartaceo e virtuale.


 


40 Anni dopo la Rivoluzione dei Garofani  - di Daniele Coltrinari e Luca Onesti

Documentario “I figli di TABUCCHI”

   In Portogallo c’è una profonda recessione. I portoghesi emigrano nelle ex colonie per cercare lavoro. Nonostante questo gli italiani continuano ad emigrare a Lisbona. Perché? Di questa scelta in controtendenza racconterà il film in fase di ultimazione, I figli di Tabucchi. Un documentario girato da un fotografo, un traduttore e un giornalista, tutti e tre italiani emigrati in Portogallo. Il film racconta le storie delle generazioni di italiani emigrati a Lisbona, dove attualmente i portoghesi stanno cercando di sopravvivere alla crisi economica. Il titolo racchiude l’omaggio a Antonio Tabucchi, scomparso nella capitale portoghese il 25 marzo di un anno fa.

   “Ci stavamo raccontando di Lisbona, dei tempi trascorsi durante l’Erasmus fatto anni prima, eravamo ancora a Roma a un compleanno di un amico” spiega il giornalista Daniele Coltrinari, che ha realizzato il film assieme al fotografo Luca Onesti e al traduttore Massimiliano Rossi. Anche gli autori, come le persone che intervistano nel film, sono emigrati la scorsa estate in Portogallo per realizzare il loro progetto e per trovare altre opportunità di lavoro. Perché  a volte “la perdita di un lavoro (precario) non può fare altro che farti diventare ancora più precario di prima e così siamo partiti”, racconta Daniele. “Mi piacciono le storie. Sono anche un ottimo ascoltatore di storie. So sempre, anche se a volte resta vago, quando un’anima o un personaggio sta viaggiando in aria e ha bisogno di me per raccontarsi”, scriveva Antonio Tabucchi. Massimiliano Rossi, che da diversi anni risiede alcuni mesi dell’anno a Lisbona dove insegna italiano, ha convinto Daniele e Luca a raggiungerlo e a investire con lui gli ultimi risparmi per iniziare le riprese, che sono cominciate a settembre del 2012. “Il film sarà una pellicola indipendente che presenteremo ai festival del cinema portoghesi, italiani e internazionali – raccontano i tre autori, tutti trent’enni -. Attualmente stiamo completando le ultime interviste, prima di iniziare la fase di montaggio. Per chiunque voglia partecipare con un racconto o contribuire in altre forme al documentario, può contattarci a lisbonablogger@gmail.com”.

Chi sono allora gli italiani che emigrano a Lisbona? Per trovare o costruirsi un lavoro. Sembra un paradosso, più che mai di questi tempi, ma è soprattutto di questo che parlerà il film. Una delle principali ragioni è quella di imparare la lingua, perché il portoghese è parlato da più di trecento milioni di persone nel mondo e le economie emergenti in questo momento sono i paesi come il Brasile, l’Angola e il Mozambico in cui si parla il portoghese.  Dall’altro lato c’è un fattore legato alla lingua italiana, che in qualche modo torna utile oltre che per lavori di traduzione o nella ristorazione, ma anche se si tratta di lavorare per le multinazionali che delocalizzano nel paese e cercano personale che parli italiano nei callcenter. Questa situazione la spiega bene la storia di Ilaria Federici, anche lei trentenne, emigrata a Lisbona per lavorare in italiano nel callcenter di una multinazionale, con una laurea e un master in tasca e un lavoro precario lasciato in Italia.

“La notte è calda, la notte è lunga, la notte è magnifica per ascoltare storie”, scriveva Tabucchi su Requiem, Sono loro i protagonisti del documentario, le generazioni figlie di Antonio Tabucchi “uno scrittore che riesce a descrivere molto bene lo straniamento di chi vive fuori dal suo ambiente naturale, declinandolo però in un senso positivo: ti fa sentire allo stesso tempo lontano e a casa propria – spiega Luca Onesti – I libri di Tabucchi sono fatti per chi ama viaggiare, per questo più generazioni di italiani in Portogallo si riconoscono un po’ in lui, perché per molti la scelta di vivere qui non è stata solo quella delle opportunità di carriera, di lavoro, di studio. Queste motivazioni sono importanti ma sono attraversate da situazioni e relazioni più impalpabili, che sono le stesse che spingono le persone che amano i viaggi a partire, che sono difficili da spiegare, più facili da provare. Sono le motivazioni di chi cerca di realizzare il proprio sogno”.

Per raccontare le cronache di Lisbona, Daniele Coltrinari e Luca Onesti hanno aperto il blog Sosteniamo Pereira, in cui raccontano delle proteste contro l’austerity, delle alternative che offre il Portogallo e la società lusitana, dei mezzi di trasporto, di sport e eventi culturali. “Un diario online su quello che accade nella capitale portoghese che abbiamo aperto quando avevamo capito che saremo rimasti qui per diversi mesi”, spiega Daniele. Il documentario I figli di Tabucchi sarà anche un viaggio in Portogallo, nella crisi che stanno vivendo i portoghesi assieme a tutti gli stranieri che abitano nel paese. Dove accade che “quando le speranze sono finite, non resta che appellarsi alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo- scrive Daniele Coltrinari in un articolo su Lettera43 – Succede anche questo nel Portogallo piegato da cinque anni di recessione, sopraffatto dai debiti e in cui quasi un cittadino su quattro è senza lavoro. I disoccupati in terra lusitana sono il 17 per cento della popolazione: il record dai tempi della fine della dittatura, nel 1974. Allora ci si appellava alla Carta universale per chiedere libertà e democrazia, oggi s’invoca per chiedere dignità” – Ffoto di Chiara Zaratin, Rua Elevador da Bica, Lisbona.

   I Figli di Tabucchi è un documentario di Luca Onesti, Daniele Coltrinari e Massimiliano Rossi che racconta la comunità italiana di Lisbona. Perché gli italiani continuano a trasferirsi numerosi in Portogallo, un paese in forte crisi economica?. La proiezione del documentario sarà occasione per parlare di mobilità giovanile con il presidente del Forum dei giovani di Campagna, Marika Cioffi, con la professoressa Antonietta Giorgio e gli alunni dell’Istituto “Teresa Confalonieri”. L’appuntamento è alle ore 18 del 17 Aprile nella Sala Conferenze “Gelsomino D’Ambrosio”, via Antonio Vincenzo Rivelli 9, a Campagna centro storico. Per approfondimenti, curiosità, informazioni sul Portogallo e per leggere le nostre interviste e reportage potete consultare il sito www.sosteniamopereira.org o iscrivervi alla pagina facebook Sosteniamo Pereira. Vi invitiamo ad essere presenti anche in mattinata, alle ore 10 del 17 Aprile 2015, all’”Istituto T.Confalonieri”, dove parleremo di “Rivolte e Rivoluzioni”. I ragazzi dell’Istituto, coordinati dalla professoressa Antonietta Giorgio, hanno presentato un lavoro sull’Illuminismo e la Rivoluzione Francese. Una parte della loro presentazione, in lingua francese, è stata curata dal prof. Angelo Olivieri. Luca Onesti, giornalista e autore dell’ebook 40 anni dopo la Rivoluzione dei Garofani, ha raccontato invece la Rivoluzione portoghese del 25 aprile 1974. Marika Cioffi, presidente del Forum dei giovani di Campagna, ha parlato delle possibilità di mobilità e di aggregazione che offre il Forum dei Giovani. C’è stato anche un intervento musicale, Ivan Forlenza, sassofonista, accompagnato dal prof. Rocco Celentano al pianoforte, che ha proposto un’interpretazione della canzone simbolo della Rivoluzione portoghese, “Grândola, Vila Morena”, del cantautore José Afonso.

   Prefazione degli Autori - Il 25 aprile, per una coincidenza della storia, si festeggia anche in Portogallo. In Italia, dal 1945, è la festa della liberazione dall’occupazione nazista e della fine del fascismo. Ventinove anni dopo, nel 1974, questa data divenne storica anche in Portogallo. Ci fu, infatti, un colpo di stato incruento da parte dell’ala progressista delle forze armate, ribattezzatasi MFA (Movimento das Forzas Armadas), che diede fine alla dittatura di Marcelo Caetano, che era succeduto a Salazar, morto nel 1970. Quest’anno, 2014, il Portogallo e in particolare la città di Lisbona, festeggiano il 40° anniversario e vi sono diversi appuntamenti (dibattiti, conferenze, mostre) per ricordare una data storica per la popolazione portoghese.

Cos’è oggi il Portogallo, quarant’anni dopo?

   Una nazione che dal 2011 si è vista costretta a chiedere un piano di aiuto da 78 miliardi – che si è concluso a metà maggio circa, tornando così il paese a finanziarsi sui mercati – sotto il controllo della Troika (la delegazione formata dagli emissari di Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea). Se il programma di assistenza è arrivato ai termine, la situazione finanziaria dello stato rimane complicata.. Il debito pubblico portoghese in rapporto al PIL è ormai al 130%, ed è considerato insostenibile da alcune personalità – i firmatari del cosiddetto “manifesto dei 70″ – appartenenti o comunque vicine all’area culturale di diversi schieramenti politici portoghesi. E, nondimeno, la situazione economica delle famiglie, dei giovani, dei lavoratori è delle più difficili dalla fine della dittatura. La disoccupazione continua a salire e allo stesso tempo c’è una forte emigrazione verso il nord Europa ma anche verso le ex colonie portoghesi che negli ultimi anni hanno fatto registrare una forte crescita economica, Angola, Mozambico e Brasile su tutte.

   Il lavoro presentato è stato una raccolta di interviste e dì articoli scritti nella prima parte del 2014, a quarant’anni dalla Rivoluzione, quando la stessa volontà di protestare e di lottare per un diverso tipo di politica economica sembrano essersi affievolite nella stessa popolazione. Anche se non sono mancate delle vittorie sindacali importanti, come quella degli “estivadores” (i portuali). Abbiamo infatti intervistato in esclusiva António Mariano, presidente del sindacato dei portuali di Lisbona e ci siamo fatti raccontare quella che alcuni considerano una “lotta di classe” contemporanea, una mobilitazione su scala internazionale.

   Altra intervista proposta è quella a Raquel Varela, storica e autrice di diversi libri sulla Rivoluzione dei Garofani e sul ruolo del popolo durante i processi rivoluzionari. Inoltre, abbiamo seguito da vicino le proteste dell’esercito e della polizia portoghese, corpi della sicurezza nazionale che hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia di questo paese e che negli ultimi mesi sono scesi in piazza per protestare. Siamo stati anche all’Associazione José Afonso, per farci raccontare la storia del cantautore più importante della Rivoluzione portoghese.

   Abbiamo infine intervistato Joao Antonio Andrade da Silva, ufficiale dell’esercito che ha partecipato al “movimento dei capitani”, l’ala dell’esercito che ha messo in atto il colpo di stato che ha rovesciato il regime, ed è stato in seguito uno dei militari che hanno partecipato, in Alentejo, alla riforma agraria. Un lavoro corredato da una raccolta di fotografie di Luca Onesti. Alcune sono state scattate durante le tante manifestazioni a cui i tre autori sono stati presenti e altre sono state dedicate al progetto “40 anos 40 murals”, organizzato dall’Assoclao “Portuguesa” de Arte Urbana, che ha voluto celebrare l’anniversario del 25 aprile dando nuova vita ai murales politici portoghesi del periodo della Rivoluzione.

   Il Libro Digitale (ebook) scritto da Luca Onesti, insieme a Daniele Coltrinari, è acquistabile a questo Sito: http://www.ilbecco.it/component/content/article/2-non-categorizzato/7-acquista-ebook-rivoluzione-dei-garofani.html

Mario Onesti (“Il Saggio – Libri, Poesia, Arte” – 123/ 231 – Giugno 2015 – Pagg. 16/17)


MANTEA Manifatture Teatrali Piemonte

  

ManTea (Manifatture Teatrali) Piemonte nasce nel 2014 proseguendo il lavoro di ricerca e di formazione teatrale intrapreso circa vent’anni fa dal fondatore, regista e attore Emiliano Piemonte. La Compagnia ha come direttore artistico Emiliano Piemonte e si serve ad hoc di un cospicuo numero di artisti con i quali vengono attivati collaborazioni su progetti specifici. Mantea ha come scopo quello di diffondere il teatro in tutte le sue forme e acquisire una forte presenza su tutto il territorio nazionale. Con la Regia di EMILIANO PIEMONTE Domenica 24 Maggio al Cineteatro “Bertoni” di Battipaglia (Sa), Ore 20.00, sarà presentata da MKANTEA una Commedia di Francesco Silvestri “STREGHE DA MARCIAPIEDE”. Questo il Cast in ordine di apparizione: GINA, Francesca Matrone; MORENA, Sonia Di Domenico; ALBA, Anna Casale; TUNA, Maria Scognamiglio; LUI, Emiliano Piemonte. Assistente alla regia MARTA CLEMENTE; Coreografie ANTONELLA CERIELLO; Make up IDA PILI; Service Audio/Luci CONTROLUCE S.A.S.; Tecnico Audio/Luci Claudio Caponigro; Montaggio Scenico Cosimo Letteriello; Ufficio Stampa Mantea.

   Ambientato a Napoli, divide la sua vicenda tra un appartamento abitato da quattro prostitute ed un’aula di tribunale nella quale le stesse sono chiamate a ricostruire i fatti che le vedono imputate nel processo per l’omicidio del giovane sconosciuto condotto in casa da una di loro. Costui è bello ed imperscrutabile, diverso ed incatalogabile, vagamente androgino, calato nel realismo delle quattro protagoniste turbandone la relativa quiete e diventandone centro d’interesse. Nessuna tuttavia ha intenzione di accettarlo così com’è. Tra bugie, verità insondabili e cattiverie reciproche, si dipana l’universo crudele responsabile del progressivo annientamento del giovane e che, al fondo, vede la paura ed il tentativo di plagiare un “diverso” da parte di individui la cui esistenza è costellata di tragedie inconfessabili se non in solitudine. La sua agonia, voce di un concreto bisogno di capire e di farsi capire, è una presenza fastidiosa ed ossessiva tanto da far saltare gli equilibri e trasformare l’apprensione in un verdetto di morte. Il vero animo di ognuna di loro, emerso contemporaneamente, confluisce nella ferma volontà di levarselo di torno ed è proprio per questa corale intenzione, a dispetto di qualsiasi immaginario tentativo omicida, che il cuore del giovane va in pezzi destinandolo alla morte. Di morte naturale si tratta, se così si può chiamare, come spiegano prima ai medici e poi al giudice come conclusione dell’istruttoria. Tre colpi di martello sentenziano che il processo è chiuso e le quattro imputate possono tornare a casa.

   Emiliano Piemonte attore e Regista comincia il proprio percorso teatrale frequentando la Compagnia “Teatro dei Dioscuri” diretta da Antonio Caponigro, regista e attore.  Dal 1996 Inizia frequentare numerosissimi stage diretta da Maestri quali F. Randazzo, M. Tarasco, G. Liotta, Michele Monetta, S. Passarello, D. Boria, F.Facciolli. L. Salvatore. G. Caliendo. Segue in Polonia un percorso intensivo e formativo di studio su tecniche di Pantomima, Canto, Metodo Stanislavskij, Commedia dell’arte ricerca teatrale in Polonia. Frequenta la scuola di Mimo Corporeo I.C.R.A. Project Napoli (Centro Internazionale di ricerca sull’attore) diretta da Michele Monetta e Lina Salvatore allievi di  Etienne Decreoux. Frequenta seminari teorico pratici diretti da EUGENIO BARBA E JULIA VARLEY sulla Drammaturgia dell’attore. Acquisisce tecniche di utilizzo della maschera e della maschera neutra attraverso numerosi percorsi di studio.

   Dal 2001 conduce laboratori teatrali presso scuole in qualità di operatore teatrale e regista. Presentatore e conduttore di dibattiti a varie rassegne e festival di teatro. Acquisisce, inoltre, esperienze di fonica, di illuminotecnica e di assistenza tecnica negli spettacoli e nelle manifestazioni teatrali e non, organizzate da varie compagnie teatrali professioniste. Matura, altresì, competenze nella scrittura drammaturgica di testi teatrali e narrativi acquisite mediante percorsi di studio ed esperienza sul campo.

   Dal 2005 è Impegnato nell’organizzazione di rassegne teatrali nazionali per ragazzi ed adulti, gestione ed organizzazioni di eventi quali spettacoli teatrali, concerti, sfilate di moda. Conduce dal 2007 il Laboratorio Permanente di Teatro “Tradizioni & Tradimento” come docente di mimo e movimento scenico. Dal 2012 è impegnato come regista che vede impegnati in scena i detenuti dell’ICATT (Istituto a custodia attenuta) di Eboli (SA). Dal 1997 è impegnato come attore in numerosi spettacoli teatrali.

   E’ stato vincitore di premi a livello nazionale: 2005 – Premio miglior attore non protagonista – al Festival “l Torrione” di Citerna (PG) con lo spettacolo “A scaricabarili” nel ruolo di Isidoro; 2006 – Premio miglior attore non protagonista – al Festival “Teatro in Sala” di Sala Consilina (SA) con lo spettacolo “Tutti vonno fa ‘ammore cu me” nel ruolo di Felice; 2008 – Premio miglior attore caratterista – alla rassegna “ITINERANDA” di Olevano sul Tusciano (SA) con lo spettacolo “Tutti vonno fa ‘ammore cu me” nel ruolo di Felice; 2009 – Premio miglior attore caratterista – al festival “Torre D’oro” di Vico Equense (NA) con lo spettacolo “Tutti vonno fa ‘ammore cu me” nel ruolo di Felice; 2013 – Premio miglior attore cratterista maschile al Premio “Antica Krimisa”di Cirò Marina (KR)con lo spettacolo “Tutti vonno fa ‘ammore cu me” nel ruolo di Felice; 2014 – Premio miglior attore non protagonista al Festival “Tra Mito e Teatro” di Pozzuoli (Na) con lo spettacolo “Natale in casa Cupiello” di E. De Filippo nel ruolo di Ninnillo.

Mario Onesti (“Il Saggio”, Anno XX, N. 231 – Giugno 215. Pag. 23)

 


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