Tour, Parigi incorona Nibali

Adesso è ufficiale: Vincenzo Nibali vince il Tour de France 2014. Marcel Kittel apre e chiude la 101esima edizione della Grand Boucle, sua la vittoria dell’ultima tappa come della prima (quattro in tutto), ma la firma sulla corsa a tappe è dello ‘Squalo dello Stretto’. Brinda il ciclista messinese dell’Astana, è il coronamento della carriera. Nel 2010 la vittoria della Vuelta, nel 2013 il Giro d’Italia, ora il Tour: un’impresa, quella di vincere tutti i grandi giri, riuscita a grandi come Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault e Contador.  Settimo italiano a vincere la Grand Boucle dopo Bottecchia, Bartali, Coppi, Nencini, Gimondi e Pantani, ha trionfato da dominatore assoluto con quasi 8 minuti di vantaggio su Peraud, quattro tappe vinte e la maglia gialla indossata quasi ininterrotamente (l’ha persa alla nona e recuperata alla decima) dalla seconda tappa fino alla passerella ai Campi Elisi. Generale: 1. Nibali; 2. Peraud a 7’52″; 3. Pinot a 8’24″; 4. Valverde a 9’55″; 5. Van Garderen a 11’44″; 6. Bardet a 11’46″; 7. Konig a 14’41″; 8. Zubeldia a 18’12″; 9. Ten Dam a 18’20″; 10. Mollema a 21’24″ Arrivo: 1. Kittel; 2. Kristoff; 3. Navardauskas; 4. Greipel; 5. Renshaw; 6. Eisel; 7. Coquard; 8. Petacchi; 9. Sagan: 10. Feillu

27 luglio 2014 – Diventa fan di Tiscali

Tour de France, trionfa il siculo Vincenzo Nibali: erano 16 anni che non vinceva un italiano
Immagine da twitter

Vincenzo Nibali trionfa al Tour de France. Il corridore italiano ha percorso la passerella sugli Champs-Élysées che gli ha consegnato il successo. Il ciclista azzurro era arrivato quarto sul traguardo della ventesima tappa, la penultima della corsa francese (cronometro di 54 km da Bergerac a Périgueux). Il messinese della Astana, vince l’edizione 101 del Tour de France condotto quasi tutto in maglia gialla (per 19 giorni e ha conquistato quattro tappe). La tappa conclusiva di Parigi, in volata, va al tedesco Marcel Kittel.

Il ritratto dello «Squalo di Messina»
Nato a Messina il 14 novembre 1984, Vincenzo Nibali corre per l’Astana e dopo aver vinto Vuelta e Giro d’Italia adesso si é aggiudicato anche il Tour de France. Grazie a questa vittoria, entra nel ristrettissimo numero di corridori che hanno vinto i tre grandi Giri: prima di lui sono Merckx, Gimondi, Hinault, Anquetil e Contador ci sono riusciti. Soprannominato lo «Squalo dello Stretto» per il suo modo di correre sempre all’attacco, approda al professionismo nel 2005 con la Fassa Bortolo. Nel 2006 entra a far parte della Liquigas ed ottiene il prestigioso Grand Prix de Ouest-France e la convocazione al Mondiale nella prova a cronometro.

È il settimo italiano a guadagnare il titolo
A 16 anni dal trionfo di Marco Pantani, i Campi Elisi accolgono un nuovo campione d’Oltralpe, il settimo italiano che vince per almeno una volta il circuito francese: più forte di tutto e di tutti nel Tour de France 2014, Vincenzo Nibali va ad incastonare la gemma più preziosa nel suo già ricco palmares. I 137 km in programma quest’oggi non potevano in alcun modo scalfire la leadership del siciliano, a patto di arrivare in piedi al traguardo.

Malagò (Coni) gli rende onore
Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, esalta Vincenzo Nibali che domani arriverà a Parigi in giallo. «Un campione straordinario che fa onore a tutto lo sport italiano. Vincenzo Nibali ci sta regalando con un favoloso Tour de France gioie immense di cui tutti noi dobbiamo essere orgogliosi. A lui, alla Federazione e al suo presidente Renato Di Rocco va il nostro plauso per aver fatto rivivere agli italiani dopo tanti anni giornate memorabili che domani lo porteranno ad alzare le braccia trionfanti agli Champs-E’lyse’es. Lo aspetto al Coni non appena con i suoi impegni potrà venire a Roma».

La mamma di Pantani: «Lo aspetto»
«Sono felice per Nibali, è stato bravo. Ora lo aspetto a braccia aperte. Sono stata io a farlo vincere? No, no, è stato bravo lui». Questa la dichiarazione di Tonina Pantani, mamma di Marco. Nibali aveva annunciato che in caso di vittoria del Tour avrebbe regalato la maglia gialla a Tonina, visto che proprio Tonina, in occasione del decennale della morte di Marco, aveva donato la maglia gialla di Marco proprio a Nibali.

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Torna l’estate, torna la SUMMER CUP

Campagna - Il 27 Gennaio 2013 nasce “IGNIS”, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro tesa alla promozione del territorio della città di Campagna.

   Il termine IGNIS richiama uno degli elementi caratterizzanti del paese, il FUOCO, ma esprime anche l’ardore, la forza, la passione di un gruppo di giovani mossi da un sentire comune, dall’esigenza e dal desiderio di attivarsi verso l’attuazione di un preciso obiettivo: la valorizzazione delle potenzialità e delle risorse disponibili sul territorio campagnese attraverso un’accurata progettualità e studio dell’aria.

   L’associazione, con la pianificazione e la partecipazione a bandi e concorsi, si impegna nell’organizzazione e nella realizzazione di iniziative, attività, progetti e programmi a carattere turistico, ambientale, culturale e sportivo.

   OPEROSITA’ e DINAMISMO, queste le parole chiavi di cui si fa portavoce IGNIS che mette in campo uno dei suoi progetti più ambiziosi. In un contesto del tutto cittadino prenderà vita la SUMMER CUP, torneo federale territoriale di BEACH VOLLEY che vedrà coinvolte coppie di professionisti provenienti da tutta Regione e non.

   IGNIS apre incondizionatamente le sue porte a tutti coloro che vogliono sentirsi parte attiva del proprio paese e mira a diventare punto di riferimento, di aggregazione e di stimolo per i singoli cittadini.

   L’attuale C.d.A. è composto da Cristian Viglione (Presidente - Grafico e WEB Designer Freelance), Sabrina Cerrone (Vice Presidente), Cosimo Letteriello (Segretario), Christian Plaitano (Tesoriere), Gianvito Maglio, Antonello D’Ambrosio, Flora D’Ambrosio, Edda Guerra, Antonella Giorgio e Serena Piccirillo (Consiglieri del C.d.A.).

   C’eravamo lasciati l’anno scorso con alle spalle quattro giorni di grande spettacolo e di sano sport, 96 ore di beach volley, un torneo amatoriale e uno professionistico. Oggi la sfida si fa più grande: il torneo si inserisce, infatti, all’interno di un progetto di più ampio respiro, che maggiormente marca il carattere aggregativo dell’evento. Evento che, ricordiamo con piacere e soddisfazione, è patrocinato dal comune di Campagna, in particolar modo con l’assessorato allo sport, dalla Pro Loco città di Campagna, Provincia di Salerno e Regione Campania.

   Si parte il 1° luglio con la Road to Summer Cup nel centro sportivo “Ottavio Palladino” in loc. Concezione nel centro storico di Campagna, diversa da quella dell’anno scorso, più estesa, e si prosegue per 30 giorni con attività sportive, quali corsi di beach volley, beach tennis, tennis, e ludiche, con la trasmissione delle partite dei mondiali di calcio Brasile 2014, fino a culminare nella Summer Cup vera a propria che prenderà vita dal 01 Agosto (1-2-3 agosto categoria PRO 2vs2 maschile) fino al 10 Agosto (dal 04 a 10 agosto categoria amatoriale 4vs4 misto 2 maschi e 2 femmine).

   L’universo Ignis si allarga, si fa più prepotente e più sicuro di sé, conscio, quest’anno, di aver diritto ad un’attenzione, da parte di tutti, differente, più accorta e oculata, al fine di creare un evento piacevole e soprattutto utile. Utile alla comunità campagnese perché portatore sano dei valori dello sport all’insegna dell’aggregazione e della collaborazione. Collaborazione come quella con la Sport Sun, associazione sportiva battipagliese, già partner l’anno scorso, che riconferma la sua presenza  nella futura edizione, ma anche come new entry, come il terzo partner Radio Boonzo, affermata WEB radio di Battipaglia, che curerà le dirette dell’evento più l’intrattenimento della “Chiena SUMMER CUP” del 10 Agosto. Le suddette associazioni non solo arricchiscono il programma delle attività della Road to Summer Cup e il pattern del torneo, ma rappresentano un fiore all’occhiello per l’associazione campagnese.

   Insomma, le fondamenta del progetto sono state gettate. I piccoli mattoni dell’edificio che si vuole costruire (quali eventi a contorno e altre importanti collaborazioni) si stanno aggiungendo man mano, con l’obiettivo precipuo di fare sempre meglio, sempre volti al miglioramento, sempre ad maiora.  Anche l’Edizione 2014, infatti, non si propone come formula definitiva della Summer Cup, non è concepita come un punto di arrivo bensì come un punto di partenza, con l’ambizione di affacciarsi nel panorama nazionale dei tornei professionistici di beach volley, senza mai perdere di vista il carattere sociale padre dell’evento. L’evento, nella sua interezza, è stato descritto ed illustrato dai suoi fautori principali e parteners durante la conferenza stampa del 29 luglio 2014, nella Sala Conferenze “Gelsomino D’Ambrosio” del Comune di Campagna, sita in Via Mercato.

 Mario Onesti (“Il Saggio – Libri, Poesia, Arte” – Anno XIX,  N. 99/220, Luglio2014 – Pag. 20)

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NEL CASTELLO DELL’ABATE I PESCI VOLANO

   “Segni, disegni e colore”, una Mostra dell’artista di Serradarce di Campagna Gerardo Marzullo, curata dal Critico d’Arte Antonella Nigro, Docente UNISA e Presidente Centro Studi Hemera di Agropoli

   Un successo la performance Surrealtà espressionista” al Castello dell’Abate di Santa Maria di Castellabate dal 31 Maggio, con vernissage alle 19.00, al 15 Giugno 2014, e con Patrocinio del Comune di Castellabate, Assessorato alla Cultura. Gerardo Marzullo è un artista complesso e vivace, che ha proposto “una concezione originale dell’arte, ove l’elemento ludico è affiorato danzante tra soggetti, forme e colori”. La sua è un linea artistica pienamente contemporanea, che sposa con felice convinzione la libertà di una lettura naturalistica inerente forma, segno, colore, cosi la musica e più propriamente il Jazz, data la natura d’affrancamento dalle regole del tangibile, dalle “schiavitù” materiali diviene esegesi della poetica dell’artista.

   L’immaginario dell’artista è, infatti, incorporeo, spirituale, ideale, intellettuale, liricamente impossibile, e tale poetica astrazione è sempre pervasa da una giovane vivacità e da una lieta sorpresa. Il notturno, il vocabolario ritmico, la poesia del dettaglio, la ricerca dell’essenzialità, l’amore per il mondo naturale, lo avvicinano, secondo Antonella Nigro, di certo a Mirò, “ma l’indagine sulle corrispondenze tra musica e pittura, su cromatismi fusi in forme sinuose ed aeree, l’antitesi tra cultura e civilizzazione, la contemplazione per la genuinità e la semplicità di una colta concezione naif dell’esistenza umana, lo fanno attento osservatore di Kandinski e Klee”.

   La tavolozza scelta dall’artista è vibrante ed intensa, ai fondi monocromatici rossi neri e blu s’alternano, è sempre la Nigro a scrivere, “pastelli delicati, sfumature leggere e digradanti, nuance allusive ad atmosfere rarefatte e sognanti su queste estese profondità danza, infine, l’essenza: profili ancora riconoscibili, accenni, suggerimenti, tracce, la forma tramonta nel suo disfarsi e confondersi con altre vaghe parvenze o nasce come prima indistinta alba di un nuovo essere, di una originaria ed impalpabile composizione”.

   Lavorando attraverso l’accostamento dei colori primari, “l’artista infonde forza, vivacità, immediatezza all’immagine, allo stesso tempo la delicatezza delle tinte attenuate, sovrapposte alle ombre cangianti presenti in molti dipinti cede i soggetti alla dimensione onirica”. Questa coloristica passionalità, temperata spesso dalla delicata poesia di sfumature acquerellate diviene tipica dell’arte di Gerardo Marzullo, “creando una galleria d’immagini di forte impatto emotivo”. La linea rispetta il colore e le valenze che l’artista ha imposto a quest’ultimo: morbida e serpentina avvolge tinte calde e composite in atmosfere soffuse, geometrica e rigorosa ingloba e delimita ampie campiture, uniformi e pure strutturate con toni freddi in severe impaginazioni spaziali. L’opera di Gerardo Marzullo “è dunque evocatrice perché liricamente visionaria, rivelazione di un sentire simile ad un battito immediatamente catturato e tradotto sulla tela”.

   Secondo Marisa Russo, “l’Arte permette di ‘vivere’ le realtà più diverse, di esprimere paure, sogni, richieste più varie comunicando ai fruitori, spesso anche inconsciamente, un mondo vibrante e nascosto. Le opere di Gerardo Marzullo esposte nel Castello dell’Abate nell’omonimo paese, con una tavolozza vivace ed un semplice figurativo, potrebbero, ad un superficiale primo impatto, esprimere una visione solo giocosa, tra elementi naturali, animali e piante, ed il mondo della musica. Facile paragonarlo a personalità famose del mondo dell’Arte, catalogarlo in una “corrente”, in uno stile, ma è una catalogazione che interessa lo storico e sminuisce l’individualità dell’autore. La mia visione, è sempre la Russo a parlare, è di natura psicologica, facendo prevalere il valore unico ed irripetibile dell’essere. Per pulsione innata e poi coltivata ed allenata nel tempo, cerco “nelle opere d‘Arte la comunicazione spontanea, spesso anche non voluta, dell’autore, di quell’interiorità unica, non paragonabile a nessuno, che supera ogni riferimento precedente, pur se in parte può averlo condizionato, per trovare quel punto di “libertà” che forse gli è sfuggito, ma che è la vera comunicazione Artistica, l’unica che ha valore, attraverso la quale meglio comprendiamo l’umano e la realtà che ci circonda!. Quelle tavole che con elementi posticci diventano mucche, quei pesci che fuoriescono dal loro habitat per “volare”, per occupare spazi diversi, fuori da ogni condizionamento fisiologico, comunicano un desiderio di rompere costrizioni, di vivere “Libertà” agognate, di trasformazione, di rottura di schemi prestabiliti. Il grande sassofonista che si erige sulla folla è forse volutamente omaggio alla musica che si eleva, ma è anche espressione di una solitudine profonda nella quale vive l’Artista … tutti gli altri sono distanti!. Allora, al di là dell’apparente allegria quasi infantile di quelle realizzazioni, si percepisce una forte ribellione verso un mondo troppo schematizzato, troppo diverso! Allora “se dovessi dare un titolo di richiamo al valore psicologico di questa comunicazione artistica, la battezzerei “Desiderio di Libertà”. E’ un desiderio che può esplodere in forti colori, in un rappresentato caos dal quale può nascere una nuova vita, o realizzarsi in tenue sfumature nell’esprimersi con il linguaggio Artistico. A volte il volto colorato esprime un urlo in un mondo nero. Molto spesso le tracce quasi primitive richiamano ai primi Murales, ai quali erano affidati comunicazioni essenziali, sembrano evidenziare un desiderio di ritorno all’essenziale, di “pulizia” di questa attuale realtà, “posticcia” come quegli elementi che trasformano le tavole in vite di animali … ma che restano di legno.

   Gerardo Marzullo è nato a Salerno, risiede a Campagna e lavora nella contrada di Serradarce. Diplomato al liceo artistico statale di Eboli (Sa) e laureato in architettura presso l’università di Napoli. Vari i suoi interessi culturali dalla musica al teatro. Diverse le mostre collettive e personali a cui a partecipato. Tra le più recenti si segnalano:” Carosello eventi” complesso S. Maria la Nova (Na); Art e Jazz, Campagna ( Sa), “ Libera Arte” – Assisi; “Les errances de l’eau”, Les Mans, France.

Mario Onesti (“Il Saggio” – Anno XIX,  N. 220, Luglio 2014 – Pag. 32)

 

 

 

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Amedeo Minghi e il Trio di Salerno

Giovedì 24 luglio ore 21.00 – Bagni Savoia – Pontecagnano Faiano (Sa)

Amedeo  Minghi, accompagnato dal Trio di Salerno, si esibirà in chiave del tutto inedita nella splendida location dei Bagni Savoia, sul litorale sud di Salerno. Una sera in jazz con uno degli interpreti italiani più apprezzati, un live show nella struttura in via dei Navigatori a Pontecagnano (Sa),  giovedì 24 luglio alle ore 21.00 organizzata dalla direzione dei Bagni Savoia in collaborazione con Gaetano Lambiase del Moro.

Una tappa importante per l’artista romano e l’inusuale Trio di Salerno che allinea sax, pianoforte e contrabbasso alla musica d’autore.

I successi del cantautore rivisitati in chiave jazz, per la prima volta, uniti alle sensuali e sognanti vibrazioni del sassofono di Sandro Deidda, al fluire del pianoforte di Guglielmo Guglielmi e alla profondità del contrabbasso di Aldo Vigorito. Una fusione originale di stili e generi diversi.

L’evocatività sublime e l’impercettibile leggerezza di un jazz di chiara matrice europea, si fonderanno con i temi del cantautore Amedeo Minghi per una serata elegante e originale.

Un live show dove sarà possibile godersi lo spettacolo anche cenando. (Prenotazioni: 089 3061273 -  366 9050268, info@bagnisavoia.it).

La nuova proposta musicale che lega il nome del Trio di Salerno, i tre veterani della New Orleans italiana, al popolare cantautore romano nasce nella capitale da un incontro in uno studio di registrazione.

Amedeo Minghi e il Trio di Salerno, giovedì 24 luglio a partire dalle ore 21.00, sorprenderanno il pubblico con le loro innovative elaborazioni e interpretazioni dei brani più celebri della musica di Minghi.

Un concerto live che unirà lo stile ben radicato nel nostro tempo di Amedeo Minghi, caro ai giovani per il suo timbro così avvincente e caro anche ai meno giovani per il suo timbro che non tradisce l’appartenenza alla migliore tradizione musicale al Trio di Salerno. Una fusione originale di stili e generi diversi.

Amedeo Minghi dal palcoscenico in riva al mare di Bagni Savoia in litoranea a Pontecagnano (Sa) con le vibrazioni del sassofono di Sandro Deidda, unite al pianoforte di Guglielmo Guglielmi ed al contrabbasso di Aldo Vigorito, giovedì 24 luglio a partire dalle ore 21.00 presenterà i suoi successi di sempre, mescolati a brani tratti da: “ Amedeo Minghi” ,“ Minghi” ,“ 1950”, “ Quando l’estate verrà”, “ Cuori di pace”, “ Serenata”, “ Le nuvole e la Rosa“, “ I ricordi del cuore”, “ Come due soli in cielo”, “ Cantare è d’amore”, “ Decenni”, “ Anita“, “ L’altra faccia della luna”, “ Su di me” fino ad arrivare all’ultimo inedito “Vivi e vedrai” e particolarissime composizioni del Trio di Salerno.

Per il grande evento in compagnia di Amedeo Minghi, i BAGNI SAVOIA offriranno due soluzioni: Ingresso con cena: Capriccio di mare dello chef  con Risotto gamberi e radicchio profumato agli agrumi  € 35 Oppure ingresso con consumazione al bar € 20

Per prenotazioni:

+39 089 3061273
+39 366 9050268
info@bagnisavoia.it

Bagni Savoia
via dei Navigatori 102
84098 – Pontecagnano Faiano, Salerno

Classe ’47, Amedeo Minghi ha segnato insieme a tanti cantautori italiani, la musica leggera del nostro paese: ha attraversato diversi decenni musicali e ha saputo far sognare migliaia di italiani con la sua musica e le sue parole. Negli ultimi anni, Minghi, non ha abbandonato la musica andando in tour nel 2011 con ‘Di canzone in canzone’ per arrivare al 2012 con un programma televisivo in Rai dal titolo Cantare è d’amore. Oltre che cantante e autore, Minghi è anche un ottimo compositore di colonne sonore. A lui si devono, ad esempio, quelle della serie Fantaghirò (interpretata da Alessandra Martinez e da Kim Rossi Stuart) e del lungometraggio con protagonisti Anna Falchi e Franco Nero (Desideria e l’anello del drago).

 

 

 

 

 

 

 

 

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Foto di Michele Stabile

Foto Pompeo Ganellli

 

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PORTONI GHIOTTONI

Gusto,storia e cultura. Queste le parole che riassumono la XIII edizione dei PORTONI GHIOTTONI che si svolge il 25/26/27 Luglio2014 nel centro storico di Campagna, in provincia di Salerno.

Campagna luogo dalla storia millenaria ricco di arte e tradizioni tramandate di generazione in generazione, prossima a festeggiare il suo cinquecentenario con il titolo di “Città”, con questa manifestazione vuole farsi conoscere da chi non l’ha mai visitata e farsi apprezzare ancor più da chi già la conosce in maniera originale e “gustosa”.

Un itinerario tra i vicoli del caratteristico borgo, alla scoperta di portoni e palazzi nobiliari conservati tutt’oggi che per l’occasione perdono il carattere di limite privato, assumendo la peculiarità di libero passaggio negli atri, diventando luoghi gastronomici di prodotti tipici e tradizionali. Casecavall ‘mpiccat, Pizzell’ ‘r sciurill’, l’immancabile Matass e fasul’, Lagane e cicer’, Mlanzan’ ‘mbuttunat, Baccalà, Sausicch’ e fasul’, lo Spumone (caratteristico gelato campagnese), il tutto annaffiato da un ottimo vino locale. Mai come quest’anno il menù è ricchissimo e per tutti i gusti. Basterà incamminarsi per l’itinerario per saggiare queste prelibatezze in un ambiente cordiale e semplice e imbattersi in spettacoli teatrali e musicali.
SPETTACOLI

Venerdì 25
- SibbengaSunamo
- Folkantica& Voci del Sud
Sabato 26
- i tre porcellini – spettacolo con pupazzi di è con Carlo Gallo

- zampalestau cane tempesta, spettacolo di burattini di è con Angelo Gallo

- varietà spettacolo clownesco di è con CicoCuzzocrea

- pulcinella di mare spettacolo di quarattelledi e con Gaspare Nasuto.
domenica
27
- SibbengaSunamo
- Folkantica&Voci del Sud
- Mariella Nava in concerto – “30 anni di Sele d’Oro”
SERVIZI

Itinerario “senza barriere” in collaborazione con l’associazione MI GIRANO LE RUOTE, per l’occasione si metteranno a disposizione delle sedie a rotelle per coloro che ne hanno bisogno direttamente nell’info point sito a Largo S. Antonio.

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Lunedì 14 luglio ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza il neo dott. Carmine Granito, nella foto accanto ai suoi familiari. Ha discusso una interessante tesi in Diritto Costituzionale dal titolo “Pluralismo e informazione televisiva nella giurisprudenza costituzionale”, relatore Ch.mo prof. Armando Lamberti, ordinario dell’Università di Salerno. Al Cav. Franco Granito, all’amico Carmine, gli auguri di una brillante carriera!. Giungano a lui e alla famiglia i complimenti più sinceri da parte dell’amico e collega giornalista Prof. Mario Onesti.

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Brasil 2014 – Vince il “vecchio” Continente con la GERMANIA

La finale contro l’Argentina sembrava destinata a chiudersi ai rigori quando a pochi minuti dalla fine è arrivato il gol decisivo del talento partito dalla panchina. Festa tedesca, lacrime argentine

Germania iridata perla 4^ volta

Redazione TiscaliLa Germania si laurea campione del mondo per la quarta volta nella storia. Una magia di Gotze ai tempi supplementari stende l’Argentina per 1-0 al Maracanà e proietta la squadra di Loew nella storia. I tedeschi, che tornano a vincere la rassegna iridata dopo 24 anni, agganciano l’Italia a quota 4 successi: sono la prima europea a imporsi in Sudamerica. Non brilla Messi che, comunque, riceve il premio di miglior giocatore del torneo.

Primo tempo vivace – Il primo tempo è vivace e ricco di occasioni. L’Argentina ha un approccio migliore della Germania (orfana di Khedira, ko nel riscaldamento) e punge i tedeschi con alcuni contropiedi insidiosi: al 21′ Higuain, lanciato erroneamente da Kroos, getta al vento la palla del vantaggio colpendo male di destro davanti a Neuer. Dieci minuti dopo il Pipita va a segno su assist di Lavezzi ma la rete è giustamente annullata per fuorigioco.

Occasioni da una parte e dall’altra – La squadra di Loew soffre più del dovuto le puntate dell’albiceleste, e al 31′ deve fare anche a meno dello schermo difensivo Kramer per infortunio: Loew cambia tutto inserendo Schurrle e abbassandro Kroos sulla mediana. La Mannschaft resta in affanno e ancora al 40′ un’accelerazione di Messi scatena il panico nella retroguardia teutonica, Boateng salva sulla linea. Ma l’occasione più chiara è tedesca: al 47′, in pieno recupero, Howedes colpisce di testa a botta sicura, la palla si stampa sul palo a Romero battuto.

Secondo tempo: Sabella cambia – La mossa tattica di Sabella all’intervallo: dentro Aguero, fuori Lavezzi. Dopo un paio di occasioni iniziali per i sudamericani, la partita si incattivisce (gialli a Mascherano e Aguero) e l’equilibrio non si spezza: passano i minuti e le squadre si fanno più accorte. Dentro Palacio per uno stanco Higuain, anche Gago per Perez. Loew risponde togliendo Klose: al posto del biancoceleste (standing ovation per lui) c’è Gotze. Gara bloccata, si va ai supplementari.

Il lampo di Gotze che vale il Mondiale – Overtime, entrambe le squadre la vogliono chiudere prima dei rigori: i tedeschi continuano con il loro palleggio, l’albiceleste riparte in contropiede. In avvio Romero è decisivo su Schurrle, Palacio al 97′ manda un pallonetto sbilenco a lato. La stanchezza si fa sentire, il ritmo rallenta e comincia a mancare lucidità da ambo le parti. Il lampo del campione decide la sfida e il Mondiale: al 113′ Schurrle scappa sulla sinistra e serve al centro Mario Gotze, che stoppa di petto e con un sinistro al volo batte Romero. Inutile l’assalto finale argentino, la punizione gettata al vento di Messi nel finale fa scoppiare la festa della Germania – 13 luglio 2014

 

 

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NO  alla GUERRA

Israele a un passo da guerra. Abu Mazen, “e’ genocidio”

Peres avverte Hamas, “stop a razzi o scatta azione di terra”

Se i razzi non cesseranno, Israele estenderà’ l’intervento e l’operazione terrestre potrebbe essere inevitabile. Il primo ministro Benyamin Netanyahu, cosi’ come il presidente Shimon Peres, non ha nascosto le intenzioni dello stato ebraico mentre il presidente palestinese Abu Mazen ha definito la situazione a Gaza ”un massacro e un genocidio”. Il secondo giorno di confronto tra Hamas e Israele ha sempre piu’ il contorno di una guerra vera e propria.

Le vittime nella Striscia secondo alcune fonti sono saliti a una sessantina, di cui piu’ di venti oggi (compresi donne e 8 bambini) e centinaia di feriti. Fra le vittime si conta anche un giornalista locale, ucciso in un raid che ha centrato il veicolo su cui viaggiava con la sua troupe (almeno tre i feriti), mentre nella notte due ulteriori raid hanno causato in totale almeno sei morti e una quindicina di feriti. Su Israele in due giorni – secondo il portavoce militare – sono stati intanto lanciati piu’ razzi che in tutto lo scontro del 2012: 220 dall’inizio delle operazioni, di cui solo oggi oltre 70 (anche su Tel Aviv e la sua area metropolitana).

Compresi i temibili M302 a lunga gittata: una novita’ che Israele imputa alle forniture dell’Iran alla fazione islamica. Quelli lanciati oggi sono arrivati a 130 chilometri di distanza, verso Zichron Yaacov poco distante da Cesarea. Se per ora non ci sono vittime – gli ultimi tre ordigni, caduti in nottata, hanno ucciso solo una decina di mucche secondo il sito Ynet – lo si deve al sistema antimissili Iron Dome che ha riportato un 90% di successo. Ma nessun posto del paese sembra essere al sicuro: sette razzi sono stati scagliati anche contro Dimona, dove e’ accreditata la presenza del sito nucleare israeliano, anche questi intercettati dalla ‘Cupola di Ferro’.

Mentre sulla costa due ‘uomini-rana’ infiltratisi dalla Striscia di Gaza sono stati intercettati e uccisi dalle pattuglie israeliane – riferiscono fonti militari – nel secondo episodio del genere in due giorni. E l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv ha annunciato una riduzione dei voli di linea per dar spazio alle rotte di quelli militari. Il Fronte del Comando interno ha dato ordine di aprire i rifugi a Haifa e sul Carmelo, a circa 160 chilometri da Gaza. Nella Striscia, dove la realta’ e’ drammatica, la popolazione (2 milioni di persone) ha praticamente passato la notte in bianco: i 160 raid si sono susseguiti uno dopo l’altro. Dall’avvio dell’operazione, l’esercito ha annunciato di aver centrato oltre 550 siti di Hamas – tra questi la casa di un comandante che rapi’ il soldato israeliano Gilad Shalit – inclusi 31 tunnel e 60 lanciatori di razzo. “L’operazione sarà estesa e proseguirà fino a quando – ha ammonito Netanyahu che sembra aver ritrovato l’unita’ del suo governo e del paese – gli spari verso le nostre città non cesseranno del tutto e la calma ritornerà”. Anche il presidente Shimon Peres – in carica ancora per pochi giorni- ha messo in guardia Hamas che l’offensiva di terra potrebbe cominciare ”a breve”. ”Li abbiamo avvisati. Gli abbiamo chiesto di fermarsi – ha ricordato Peres – abbiamo atteso un giorno, due, tre e loro hanno continuato. Ed hanno sparso il loro fuoco su molte aeree di Israele”. Il leader palestinese – che ha detto di essere in contatto con l’Onu e l’Egitto – ha attaccato duramente Israele minacciando il ricorso alle agenzie internazionali, compresa la Corte penale dell’Aja. ”Gli eventi di queste ore non sono una guerra contro Hamas, ma una guerra contro il popolo palestinese. Partita da Hebron, passata a Shufat e adesso a Gaza”, ha sottolineato, riferendosi sia alle operazioni israeliani in Cisgiordania, dopo il rapimento e l’uccisione dei tre ragazzi israeliani, sia al ragazzo palestinese arso vivo nel sobborgo di Gerusalemme ad opera di estremisti ebrei. E Khaled Maashal, leader in esilio di Hamas ha denunciato che ”le cose sono state in pace finche’ Netanyahu non ha commesso ogni possibile tipo di terrorismo contro il nostro popolo”.

Di fronte ad uno scenario dagli esiti ancora piu’ distruttivi, la diplomazia internazionale si sta muovendo. Angela Merkel e Francois Hollande hanno avuto colloqui telefonici con Benyamin Netanyahu, condannando entrambi i lanci di razzi da Gaza, mentre il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha sentito sia il premier israeliano sia il presiedente palestinese Abu Mazen. Il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini da Mosca insieme al collega Serghiei Lavrov ha raccomandato moderazione a tutte le parti e ha notato che “e’ urgente evitare una spirale di violenza in Medio Oriente che rischierebbe di sfuggire al controllo e di infiammare una regione attraversata da conflitti drammatici”. “La prima preoccupazione, umana prima ancora che politica – ha aggiunto – è la protezione dei civili” e ”riprendere i negoziati di pace”. L’Egitto – che ha mediato il cessate il fuoco tra le parti nel 2012 – starebbe scendendo in campo mentre la Lega Araba ha chiesto agli Usa di obbligare Israele a fermarsi. Ma per ora la nuova leadership dell’ex generale Sisi si limita a contatti informali. Mentre fonti di Hamas riprese da Haaretz affermano stasera che Israele in questa fase “si rifiuta di negoziare un accordo” di tregua.

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L’Olanda umilia il Brasile, terzo posto agli Orange. La torcida sotto shock

Il Brasile è ancora sotto choc, e Scolari in totale confusione. La conferma è arrivata oggi dal Garrincha di Brasilia, stadio che porta il nome di un fuoriclasse di quelli che adesso non vestono più la maglia ‘amarelinha’ e mancano da morire alla nazionale di casa. Il Brasile è stato sconfitto in casa anche dall’Olanda, per 3-0 nella finale che non avrebbe mai voluto giocare, quella per il terzo posto. Ha dato la netta impressione di non essersi ancora ripreso dalla più vergognosa sconfitta della sua centenaria storia, quella dei 7 gol al Minerao, e incassandone altri tre chiude il Mondiale di casa in modo inglorioso, con una media di 5 reti prese nelle ultime due esibizioni. Un bilancio da incubo che ora dovrebbe sancire la definitiva fine di Scolari, fischiato prima e dopo la partita. Oggi anche Pelè è sceso in campo per difendere l’indifendibile, ovvero Felipao, ma dopo questo altro Ko il destino del ct sembra segnato: non gli rinnoveranno il contratto, perché altrimenti si rischierebbe una rivolta popolare.

Contro l’Olanda che chiude il Mondiale imbattuta (con l’Argentina ha perso ai rigori), la Selecao ha incassato il primo gol dopo appena tre minuti, quando l’incerto arbitro algerino Haimoudi ha fischiato il rigore per un fallo di Thiago Silva su Robben. Van Persie ha trasformato e dopo nemmeno un quarto d’ora è arrivato il colpo di grazia: su cross in area, David Luiz, uno di quelli che meno si è ripreso dal ‘Mineirazo’, ha respinto male, e corto, di testa e Blind (infortunatosi nella ripresa e portato via in barella, in lacrime) ha controllato e fatto secco Julio Cesar. Era quindi lo 0-2 al 17′ e a quel punto la partita è finita.

Anche questa volta la Selecao non ha mostrato neppure una giocata studiata, tutto è rimasto affidato all’improvvisazione e al talento (se c’era…), e la disorganizzazione tattica è apparsa evidente, al contrario di un’Olanda al solito ben organizzata anche se facilitata nel compito dalla confusione, anche mentale, degli avversari. L’unico che ha cercato di farsi valere è stato Oscar, che però ha macchiato la propria prova con un tuffo in area che gli ha fruttato l’ammonizione.

Come se non bastasse, all’inizio del recupero questo Brasile a cui è mancato tutto ha incassato anche la terza rete, con Wijnaldum lasciato solo a battere verso Julio Cesar, goffo e impacciato nel tentativo di tuffo sul primo palo. Il simbolo del Brasile di questo Mondiale è David Luiz che piange di nuovo in campo, questa volta sdraiato, prima di alzarsi e lasciare il terreno di gioco tra i fischi che, alla fine, non hanno risparmiato nessuno. C’era una volta il ‘futebol arte’, adesso solo terra bruciata. Il calcio brasiliano quindi, se ne avrà la forza, deve ripartire da zero.

Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar 4; Maicon 4, David Luiz 4, Thiago Silva 4.5, Maxwell 4, Luiz Gustavo 5 (1′ st Fernandinho 4.5), Paulinho 5 (13′ st Hernanes 4.5), Ramires 5 (27′ st Hulk s.v.), Oscar 5.5, Willian 4, Jo. (1 Jefferson, 22 Victor, 2 Dani Alves, 13 Dante, 6 Marcelo, 15 Henrique, 20 Bernard, 9 Fred). Allenatore: Scolari 4.

Olanda (3-4-2-1): Cillessen 6.5 (47′ st Vorm s.v.), De Vrij 6, Vlaar 6.5, Martins Indi 6, Kuyt 7, Wijnaldum 7, Clasie 6.5 (43′ st Veltman s.v.), Blind 7 (25′ st Jaanmat s.v.), De Guzman 6, Robben 7.5, Van Persie 6. (23 Krul, 14 Kongolo, 12 Verhaegh, 13 Veltman, 10 Sneijder, 17 Lens, 21 Depay, 19 Huntelaar). Allenatore Van Gaal 7.5

Arbitro: Haimoudi (Algeria) 5.5 Reti: nel pt 3′ Van Persie su rigore, 17′ Blind; nel st 46′ Wijnaldum Angoli: 4-1 per il Brasile Recupero: 3′ e 5′ Ammoniti: Thiago Silva, Robben, De Guzman, Fernandinho per gioco scorretto, Oscar per simulazione. Spettatori: 72.000 – 13 Luglio 2014 – Redazione Tiscali

 

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