Vergogna contro i fischi al Presidente Napolitano e alla nostra Costituzione
Scritto da: MARIO ONESTI in Argomenti vari, Internet, Primo piano, Società, tags: Gianmario Demuro, Giogio Napolitano, Presidente della RepubblicaVergogna contro i fischi al Presidente Napolitano e alla nostra Costituzione
Leggo con stupore e indignazione quanto accade intorno alla visita del Presidente della Repubblica in Sardegna. Si parla di dure contestazioni, insulti, fughe dalla porta di servizio. Leggo e penso a quanto ho avuto la fortuna di ascoltare durante il suo intervento all’Auditorium della mia città. Ho ascoltato un Presidente della Repubblica lucido, determinato che, con accenti di volta in volta diversi, ha spaziato dalla giustizia sociale alla coesione europea, dall’Unità d’Italia al contributo della Sardegna, dalla centralità della ricerca alla orgoglio per la nostra cultura. Temi alti, temi che danno senso e significato al ruolo di Capo dello Stato. Il Presidente ha così assolto, con pacatezza, ad uno dei suoi doveri più importanti, quello di garante della Costituzione. Lo ha fatto nella maniera più efficace, riportando all’attenzione di tutti la necessità di agire nel rispetto delle regole fondamentali. La contestazione in democrazia è certamente utile, il sentimento dell’anti-politica non ha nulla a che vedere con essa. Ancor più insopportabile è avere come bersaglio un uomo di ottantasette anni che, anche negli ultimi mesi, ha dato prova di coraggio e di consapevolezza del ruolo di garante della correttezza costituzionale. Lo ha fatto, evitando di sciogliere anticipatamente le Camere. Lo ha fatto, nominando un Governo di altro profilo istituzionale. Lo ha fatto, chiedendo ogni sforzo al Parlamento perché approvi in tempi stretti la riforma della legge elettorale. Lo ha fatto, non nascondendo mai i problemi. Lo ha fatto, chiedendo a tutti un’assunzione collettiva di responsabilità. Impossibile capire a quale concezione della democrazia s’ispirano le urla e gli insulti. A quale idea della rappresentanza politica? A quale principio della separazione dei poteri? A quale idea di Nazione? A quale idea di beni comuni?. Difficile trovare un legame con l’eredità della rivoluzione francese. Impossibile collegarsi ad Hamilton che, alla fine del ‘700, nel passo 78 del Federalist scrive: “Non potrà esservi libertà senza separazione dei poteri”. Assurdo richiamare Montesquieu quando nell’Esprit de Loi scrive: “È un esperienza eterna che chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti…Perché non si possa abusare del potere occorre che, per la disposizione delle cose, il potere arresti il potere”. Il nostro Presidente della Repubblica è stato eletto dal Parlamento per ricordare a tutti dove è il limite: è stato eletto per vincolare al bilanciamento l’esecutivo, il legislativo, il giudiziario. Non vi è libertà politica se non bilanciando il potere con il potere. I fischi ci allontanano dalla democrazia, nessuno può accettarli (22 febbraio 2012). – Gianmario Demuro


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