Mario Cerasale

 

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Le iniziative della CGIL-Campania, a Benevento e Campagna, per la Giornata della Memoria del 27 Gennaio

   Intenso il programma di iniziative promosso dalla CGIL Campania in occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio. Il segretario generale Franco Tavella concluderà l’incontro “Shoah: per non dimenticare” promosso al Museo del Sannio di Benevento alle ore 10. Introduce Antonio Aprea, segretario generale CGIL Benevento, interventi di Tonino Conte, presidente provinciale dell’Anpi, Amerigo Ciervo, docente del liceo classico Giannone, Edmondo Montali, Fondazione Di Vittorio.

   La CGIL Salerno promuove a Campagna, un’iniziativa dal titolo “Riflettere sulle ragioni del male per cancellarlo dalla storia”. “Riflettere sulla degenerazione del pensiero che travolse ogni barlume di ragionevolezza e buon senso e che condusse alle aberrazioni e alla follia dei campi di concentramento – commenta Clara Lodomini, Segretario della Cgil Salerno – costituisce l’occasione per capire la realtà in cui viviamo, per poterla conoscere, giudicare ed affrontare con la consapevolezza che il pericolo del Lager è sempre in agguato”. “Coltivare la memoria non solo individuale, ma anche collettiva – sottolinea Francesco Petraglia, Segretario Generale Cgil Salerno – è un dovere sociale che la nostra organizzazione ritiene primario per la costruzione di un mondo con meno disuguaglianze e discriminazioni. Dobbiamo adoperarci affinché l’oblio non abbia la meglio. La perdita della memoria è contemporaneamente perdita dell’identità, genera disorientamento e può farci ricadere negli errori del passato”. L’appuntamento è alle 9.30 del 27 gennaio presso l’Aula Consiliare del Comune di Campagna. Dopo i saluti del sindaco Biagio Luongo e di Gerardo Gentile, Dirigente Scolastico dell’Istituto “T. Confalonieri” di Campagna, presenteranno la V edizione del progetto “Donne e Shoah” gli alunni delle classi IV e V dell’Istituto e i docenti Maria Teresa D’Alessio e Veronica Natella, rispettivamente responsabili del Progetto e della formazione sulla Shoah. Interverranno Massimo Adinolfi, Docente di Filosofia Teoretica dell’Università di Cassino e Francesco Petraglia, segretario generale CGIL Salerno. L’iniziativa sarà presieduta da Clara Lodomini, segretario CGIL Salerno. Nell’Avellinese, incontri CGIL a Monteforte Irpino, Santa Lucia di Serino ed Ariano Irpino. A Napoli, la CGIL partecipa alle iniziative promosse dal Comune.

 

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Attualità – 27.01.2012 – Mario Avagliano presenta “Voci dal lager”

   La presentazione del libro “Voci dal lager”, la proiezione del film “Il bambino con il pigiama a strisce” e lo spettacolo musicale “Un coro per Settimia Spizzichino”: questo il cartellone de “I giorni della Shoah… per non dimenticare”, l’evento organizzato dalle Associazioni “Koinè” e “Frida” in programma a Cava de’ Tirreni da venerdì 3 a domenica 5 febbraio prossimo. La rassegna è dedicata alla “memoria” del genocidio compiuto dalle forze nazifasciste…

   Una “tre giorni” interamente dedicata alla “Memoria”, al fine di rendere ancora vivi queimomenti che hanno reso nere le recenti pagine della storia dell’umanità. E soprattutto per non dimenticare. 
   Al via venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 febbraio “I giorni della Shoah… per non dimenticare”, l’evento culturale realizzato di concerto dalle Associazioni di Cava de’ Tirreni “Koinè” e “Frida contro la violenza di genere” e rivolto alla commemorazione delle vittime del nazional-socialismo e del fascismo, dell’Olocausto ed a coloro che a rischiodella propria vita hanno protetto i perseguitati. 
   Realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione MTN Company, il MARTE Mediateca Arte Eventi, l’industria poligrafica Grafica Metelliana, la kermesse si avvarrà del contributo dell’Associazione Giornalisti Cava – Costa d’Amalfi “Lucio Barone”, dell’ANPI Salerno e della casa editrice Einaudi.

     «“Frida” si occupa di violenza - spiega la presidente Alfonsina De Filippis - e poteva mai dimenticare la Shoah? Una pagina di storia che non bisogna abbandonare perché crudele ed ignobile come ogni olocausto. E allora bisogna fare in modo che si conservi e si tramandi il ricordo». «Quello che ci lega a “Frida” è un rapporto di stima e di fiducia – aggiunge Luca Badiali, presidente in pectore di “Koinè” – e proprio per questo abbiamo risposto con entusiasmo alla “chiamata”. La nostra è un’organizzazione che fa proprio delle collaborazioni uno dei suoi punti di forza. Ma soprattutto è un’associazione particolarmente sensibile ai temi storico-culturali. E quello della persecuzione e dello sterminio del popolo ebraico, della deportazione subita dagli italiani e del martirio di quanti si sono opposti al progetto di genocidio e, mettendo a rischio la propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati, sono argomenti da non obliare e da tramandare alle generazioni future».

    Si parte venerdì 3 febbraio, alle ore 18.00 presso il MARTE Mediateca Arte Eventi di Corso Umberto I, con la presentazione dell’ultimo lavoro editoriale di Mario Avagliano e Marco Palmieri, “Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici italiani 1943-1945”(Einaudi, 2012). Moderato da Antonio Di Giovanni, presidente dell’Associazione Giornalisti Cava – Costa d’Amalfi “Lucio Barone”, l’incontro sarà impreziosito da letture ecanti affidati a giovani amici di “Frida”: Marisa Annunziata e Giacomo Casuala(letture), Alessandro Avagliano (canto) e Stefano Torino (musica). Interverranno il coautore Mario Avagliano, la saggista Lidia Menapace e lo scrittore Aldo Pavia. 

   La proiezione del film di Mark Herman, “Il bambino con il pigiama a strisce”, in programma alle ore 9.00 presso l’Aula Consiliare di Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni, caratterizzerà la giornata di sabato 4 febbraio. Con la partecipazione delle Scuole secondarie di primo grado metelliane, la riproduzione della pellicola sarà seguita dagli interventi delle scrittrici Lidia Menapace e Maria Teresa Iervolino.

   Infine, domenica 5 febbraio, alle ore 20.30 presso il Duomo di Cava de’ Tirreni, a cura del “Coro d’altrocanto” (diretto dal M° Patrizia Bruno) avrà luogo lo spettacolo musicale“Un coro per Settimia Spizzichino”, l’unica donna sopravvissuta, insieme con altre 15 persone, al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau dopo la razzia del 16 ottobre 1943. A Settimia Spizzichino un anno fa l’Associazione “Frida” ha intitolato una strada di Cava de’ Tirreni ed oggi la ricorda perché ha dedicato la sua vita alla “memoria” ed al ricordo di una delle più gravi ingiustizie di tutti i tempi. Per info e contatti: Associazione Koinè, C.so Mazzini 22 – 84013 Cava de’ Tirreni (Sa); e-mail: segreteria@koine.us; web: www.koine.us

 

 

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Le opere d’arte selezionate a Pertosa esposte alla IX Biennale Internazionale d’Arte di Roma

Pertosa - Una rappresentanza di artisti valdianesi sarà presente alla IX Biennale Internazionale d’arte di Roma. Si tratta delle opere d’arte selezionate ad agosto 2011 presso il MIdA01 a Pertosa, nel corso della selezione organizzata dall’associazione culturale “Guaglioni e Amici del Muraglione”, dal Comune di Pertosa e dalla Fondazione MIdA in collaborazione con il Centro Internazionale d’Arte Contemporanea (CIAC). I lavori d’arte pittorica e fotografica selezionati appartengono ad Angelo Barone, Pasquale Zaccarella, Ugo Martino, Joyce Donnarumma, Gerardo Marzullo, Letizia  Caiazzo (artisti valdianesi e campani) e approderanno a Roma il 21 gennaio presso la Sala del Bramante in Piazza del Popolo. Accanto a queste opere, la IX Biennale Internazionale d’arte esporrà all’incirca 130 opere di artisti professionisti ed emergenti per le sezioni di pittura, scultura, grafica e fotografia provenienti da venticinque paesi esteri. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, dal Governo di San Paolo ed altre istituzioni. Alla cerimonia di inaugurazione, prevista per sabato 21 gennaio, che prevede l’intervento di personalità politiche, religiose, del mondo dell’arte e della cultura nonché rappresentanti di ambasciate e consolati esteri, sarà presente il consigliere del Comune di Pertosa Vittorio Caggiano, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, del sindaco Michele Caggiano e dell’Associazione Culturale “Guaglioni ed amici del Muraglione”. La mostra è visitabile presso la Sala del Bramante/Piazza del Popolo in Roma dal 21 al 30 gennaio, con orari 14.00 – 19.00 nei giorni feriali e 09.00 – 12.00, 15.00 -18.00 nei giorni festivi e prefestivi (18 Gennaio 2012 – 11.24 Angela Freda).

Servizio a cura di Mario Onesti (monesti@blog.tiscali.it)

 

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N.B. – Alla fine del Volantino leggasi Antonio Ghirelli.

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I FUCANOLI – SANT’ANTUON MASCHER E SUON

Regione Campania, Comune di Campagna, Pro Loco Città di Campagna, PTG Piani Territoriali Giovanili, Forum dei Giovani di Campagna, Teatro dei Dioscuri

Campagna - Si svolgerà, Martedì 17 gennaio a Campagna (SA), la tradizionale festa de “I Fucanoli” che vedrà l’intero Centro Storico della cittadina salernitana illuminato dalla calda luce dei falò accesi in onore di Sant’Antonio Abate.  I fuochi che ardono per il Santo taumaturgico rappresentano il Sacro in una festa dal sapore Profano e folkloristico, un’occasione per imbandire tavole e per fare scherzi e lazzi intorno al fuoco, dando inizio ai festeggiamenti del Carnevale.

   E proprio in questa atmosfera, tra il misticismo, la magia e il folklore, prende vita una delle Cantate più antiche e tradizionali del Meridione: la Cantata di Zeza. Risalente alla seconda metà del ‘600, questo canto popolare rappresenta una lite tra Fabrizio e sua moglie Zeza sulle sorti della loro figlia Tella, innamorata di Don Nicola, riproponendo il conflitto tra vecchi e giovani con la ribellione all’autorità paterna e maritale. A riproporla, in un percorso itinerante che toccherà tutti i fucanoli, l’Associazione Culturale Teatro dei Dioscuri, che dopo tanti anni, decide di riprendere in mano le sorti dei quattro protagonisti – interpretati rigorosamente, come vuole la tradizione, da 4 uomini. Ad affiancarla in questa impresa i ragazzi del Forum dei Giovani e della Pro Loco Città di Campagna. Alle 20.30 si sfilerà lungo tutto il Corso Umberto I, fino a Largo Capaccio, cantando, ballando e scherzando a ritmo di organetti, tra piatti tipici e bicchieri di buon vino, per poi ritrovarsi alle 22.30 in Piazza Palatucci, per l’intera Cantata di Zeza che aprirà “Sant’Antuon mascher e suon”, evento organizzato dal Forum dei Giovani in occasione de “I Fucanoli” e che prevede, nella cornice di Piazza Palatucci anche il Palio della Spaghettata e dell’Ubriacone. Si aspetterà la mezzanotte e l’ultimo gioco de il Palio della Cuccagna in compagnia del gruppo di musica popolare Campana “ARS NOVA” di Napoli.

   Organizzato dalla Pro Loco Città di Campagna e dal Forum dei Giovani di Campagna col contributo del Piano Territoriale per le Politiche Giovanili del Distretto 57 e del Comune di Campagna, “i Fucanoli” diventano un momento di sinergia fra i due enti, e rappresentano la voglia di riscoprire, da parte dei giovani, le antiche tradizioni, arricchendole di nuove idee che proprio quest’anno hanno portato alla nascita di “Sant’Antuon mascher e suon”. Teatro dei Dioscuri – Giusy Nigro ( tel 3270260167).

                                      Servizio a cura di Mario  Onesti (monesti.blog.tiscali.it) 

‘A Vampa c’a te ‘n foca e nun t’appiccia’

Evento pubblicocreato da Bar Pino di Zappino – Largo G.C.Capaccio – Campagna

Ritorna anche quest’anno la tradizionale ricorrenza dei “FUCANOLI”. Tra sacro e profano, esplode, dopo il rito religioso, la tanto attesa sagra rallegrata dai “fucanoli” sparsi per tutto il paese. Sulle tavolate troneggeranno prelibati piatti della tradizione locale: gliummanelli, a “pulenta” nelle sue varie specialità, lagane e fasul o cinghial , squisite salsicce paesane, accompagnate da vruoccoli scuppettiati, tutto cotto sui grandi falò, o fucanoli che illuminano e riscaldano tutta la città, il tutto ovviamente accompagnato da un ottimo vino locale.

   Bar Pino e Casula Vinaria quest’anno propongono “A vampa c’a te ‘n foca e nun t’appiccia”. Tra balli, suoni e canti vi delizieremo con il nostro cinghiale alla cacciatora, le salsicce di cinghiale insieme ai “vruoccoli scuppettiati”, il tutto accompagnato da buon vino, quest’ultimo ovviamente a cura di “Casula Vinaria”

Fino a tarda notte, tammurriata, pizzica e tarantelle in compagnia dei “PICARIELLI”. Quindi, cittadini e turisti provenienti da ogni dove, ‘armatevi” di macchine fotografiche, cineprese e tanta allegria. I “Fucanoli” sono, ormai, alle porte!!.

Video “I Picarielli” - http://www.youtube.com/embed/fF1izQlxNks

 

 

 

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FUCANOLI 2012…la PREPARAZIONE, L’EVENTO…grande attesa a Campagna

   Nell’ambito della manifestazione tradizionale “I Fucanoli“, il Forum dei Giovani di Campagna presenta: “Sant’Antuon, Mascher e Suon“… prodotti enogastronomici tipici, Palo della Cuccagna, musica popolare, Cantata di Zeza…il tutto nella suggestiva cornice del centro storico di Campagna (SA)…17 Gennaio 2012…vi aspettiamo!! (Forum dei Giovani).

I  Fucanoli

“E la notte in cui l’inverno mostra il suo cuore, la notte del 17 Gennaio, Campagna accende la sua tradizione più arcaica, moltiplicando in tutte le strade il rito del fuoco, il fuoco propiziatorio della nuova stagione, capace di scatenare le forze positive, di sconfiggere le malattie ed esorcizzare l’assalto del maligno. Sono antiche le feste dei fuochi, antiche e legate alle dee madri romane, celtiche… d’ogni luogo” (Isabella Moroni) - Durata: 9:35

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FUCANOLI 2012

Foto di Mario Onesti
Per saperne di più sui FUCANOLI, inserire questa Parola-Chiave nel Rettangolino CERCA (Colonna di Dx dellla Pagina Iniziale del Blog) oppure aprire il FOTO ALBUM indicato sul Frontespizio del Blog. 
 

17 Gennaio 2012 – Campagna si prepara per i FUCANOLI

 

Campagna – Centro Storico 17 Gennaio – Nel corso dei secoli Campagna è diventata una città ricca di storia e di tradizioni, che ne hanno fatto uno dei centri storici minori “più interessanti” del Mezzogiorno d’Italia. Fino agli anni pre-sisma ottanta, fatte le dovute eccezioni, non era molto accentuato l’attaccamento al suo “prezioso” passato. Col terremoto, invece, si è avuta una netta inversione di tendenza ed è venuta fuori, con forza, una spasmodica voglia di cultura.

 

   Nella città “d’arte ed invisibile”, tra credenze popolari, mistificazioni e magie, proprie del realismo magico, infatti è diventato d’uso custodire e tramandare genuine usanze e tradizioni, per mantenere viva la memoria storica di un prezioso patrimonio culturale. Si è fatta, cioè, strada la necessità, oltre che il gusto, di riscoprire e rinverdire la storia etno-antropologica di una a città, che ancora porta, nonostante i colpi ricevuti, i ritardi registrati e gli errori commessi, i segni di una civiltà antica, che non bisogna affatto cancellare.

 

   E proprio all’impegno primario di ricostruzione del territorio e di difesa del suo ricco patrimonio storico e culturale, si può e si deve ascrivere anche il ripristino annuale dei tradizionali “Fucanoli”.

 

Ogni paese ha i suoi miti, radicati ed inattaccabili, le cui origini sono molto lontane nel tempo e a Campagna, “città magica ed oscura”, “città del fuoco e dell’acqua”, l’uno per esorcizzare e l’altra per purificare, due sono i momenti di maggiore attrazione ed aggregazione sociale: l’uno si concretizza nel cuore dell’estate, con la frescura della “chiena”, e l’altro nel cuore dell’inverno, il 17 gennaio, con il calore dei “fucanoli” di Sant’Antonio Abate.

 

   Il fuoco del santo assume lo stesso valore del segno della memoria e del viaggio, riconosciuto all’acqua del fiume Tenza, che, in estate, a cavallo tra luglio ed agosto, allagando il paese antico, dalla “fontana della piazza” a tutto il corso principale, diventa “chiena”. Due elementi spesso ricorrenti nella storia millenaria della città. Due momenti magici, dunque, ma da spettacolarizzare, con tanto di programma, per farli così diventare qualcosa di diverso o meglio un richiamo turistico unico, d’eccezione per la crescita e lo sviluppo dell’intero territorio.

 

   Tra la cronaca e le testimonianze, va ricordato che in passato, pure non tanto lontano, venivano praticati “riti propiziatori e paganeggianti, frammisti a riti religiosi, per esorcizzare l’assalto del maligno”, non a caso nella città di Sant’Antonino Abate, il debellatore degli ossessi.

 

   Campagna con l’accensione dei “fuochi” vuole, forse involontariamente, ricordare pure la tragica morte, voluta dal Tribunale della cosiddetta Santa Inquisizione e consumata a Roma, in Campo dei Fiori, il 17 Febbraio 1600, del filosofo e monaco nolano Giordano Bruno, che “perfezionò” nel 1573 le sue teorie, fu ordinato sacerdote e cantò la sua prima messa proprio in uno dei suoi numerosi conventi, quello dei Padri Domenicani di San Bartolomeo, annesso all’antichissima Chiesa del SS Nome di Dio, il miracolosissimo Cristo vestito e velato, secondo, in Italia, solo al Volto Santo di Lucca.

 

   Ed inizia così con un evento di grande attrazione ed aggregazione sociale, la prima festività dell’anno, che termina col “carnevale” e la “cantata di Zeza” nella tarda serata di “martedì grasso”.

 

 Sabato 17 Gennaio 2004 si è rinnovata la tradizione popolare dei “fucanoli”, rituale di vera unione ed immaginazione collettiva, in un clima quasi surreale, strettamente collegato con la festa religiosa di Sant’Antonio Abate.

 

   La città tutta ha rivissuto alla grande il suo attesissimo appuntamento, che appartiene “ad un antico rituale pagano-religioso legato ai falò, che, nelle campagne meridionali, illuminano la notte del santo”.

 

   Quella del 17 Gennaio è una festa legata al culto di Sant’Antonio Abate, più noto nel napoletano come Sant’Antuono, uno dei santi taumaturghi più popolari del salernitano. La sacra ed antica effigie del monaco anacoreta è raffigurata da “un uomo maturo con la barba scura e lunga, vestito di saio, che tiene un bastone con il manico a forma di T, detta Croce di Sant’Antonio o Croce Egiziana, simbolo dell’ospedalità dei pellegrini e dei malati”.

 

   L’immagine del “porco affiancata al Santo” serve a ricordare che l’ordine ospedaliero degli “antoniani”, presente a Campagna fin dalla seconda metà del XIII sec., “utilizzava il grasso di questo animale per medicare e curare il fuoco di Sant’Antonio o Herpes Zoster, l’epidemia che, verso la fine del X Secolo, colpì a Vienne in Francia i fedeli durante la cerimonia per la traslazione delle Reliquie del Santo nato ad Eracleopoli in Egitto nel 251 e morto in un eremo del Monte Kolzim nel 356”. Il “fuoco sul libro” rappresenta il “fuoco della fede” ed il “campanello attaccato al bastone” simboleggia la “questua periodica effettuata dagli antoniani”.

 

   Carta stampata, televisioni ed artistici manifesti annualmente preannunciano rito religioso e festa popolare, preparati, comunque, fin nei più piccoli dettagli, da assessorato al ramo, pro-loco ed associazioni.

 

   Nelle varie piazze e nei vari quartieri del centro storico, sull’acciottolato lavico, tra palazzi, chiese e conventi di rara bellezza, tra portali e fontane, decorati con mascheroni, stemmi, capitelli ed elementi floreali, si fa a gara, è il caso di dire, per allestire il “falò” più grande e più bello o caratteristico e, dopo il passaggio, davanti ad ognuno di essi, del santo frate anacoreta in processione, oltre che dopo i suggestivi e spettacolari fuochi pirotecnici di Largo Sant’Antonio, si dà il via alla festa popolare vera e propria.

 

   E tra sacro e profano, spuntano, dopo il rito religioso, le tanto attese festa e sagra. Si imbandiscono tavolate, ove troneggeranno prelibati gliummarielli, la tipica matassa e fasul’e, a pulenta nelle sue varie specialità, squisite salsicce paesane, accompagnate da vruoccoli scuppettiati, patate fritte, con peperoni alla giara e succulenti braciole. Il tutto ovviamente, e non potrebbe essere diversamente, è accompagnato da un ottimo vino locale.

 

   Una volta che il culto abbandona il campo e cede il posto alla tradizione, intorno alle pire, fino a tarda notte, si appressano cittadini e turisti provenienti da ogni dove, “armati” di macchine fotografiche e cineprese, per partecipare, tra balli, suoni e canti, alle “tavuliate” spontanee, ricche di ogni “ben di Dio” nostrano e cioè di piatti tipici e di antichi sapori.

 

   Locandine ben fatte, preparate dalla Pro-Loco illustrano l’itinerario gastronomico ed accompagnano i visitatori interni ed esterni lungo l’articolato percorso, che va da Zappino, a Via Atri, San Bartolomeo, Duomo, Piazza Guerriero, Annunziata, Via Mercato-Pro Loco, Largo Sanniti, Chiostro Seminario-Confraternita “Madonna del Soccorso”, Largo De Nigris, Largo Sant’Antonio, Via Roma, Corso Umberto I. Gruppi folk, spettacoli itineranti, artisti “di strada” e tant’altro arricchiscono la tanto attesa, un anno alla volta per l’esattezza, serata.

 

   Era previsto il pienone e pienone è stato, nonostante le instabili previsioni atmosferiche. Ha, poi, ben funzionato, soprattutto, dopo la positiva esperienza della scorsa estate, una “navetta”, che ha fatto da spola tra il Quadrivio e l’ingresso dell’antico centro. Però, c’è stata una novità.

 

   La kermesse è stata prolungata fino a domenica diciotto, diventando così una “due giorni”. Piazza Guerriero, già luogo di incontro per tutte le grandi occasioni pubbliche, è stata prescelta per la singolare iniziativa cittadina. Un solo falò è stato l’elemento simbolicamente unificante per l’immaginario collettivo.

 

   Lo spettacolo di un gruppo di “Arcieri” ed il “palo della cuccagna”, ripristinato nello stesso sito dopo oltre un quarto di secolo, sono stati centro e fulcro della chiusura di una festa certamente attesa ed amata da tutti.

 
Testo (del 2004) di Mario Onesti (monesti.blog.tiscali.it) pubblicato sul Sito del Comune di Campagna)
 

 

 

 

 

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